La Federazione Italiana Giuoco Calcio elimina la figura della mamma e del papà, in barba ai valori che proprio lo sport dovrebbe veicolare, tra cui anche quello della famiglia. È quanto Pro Vita & Famiglia ha scoperto su segnalazione di un papà che lavora nel settore calcistico giovanile: al momento di compilare il modulo online per
La Federazione Italiana Giuoco Calcio elimina la figura della mamma e del papà, in barba ai valori che proprio lo sport dovrebbe veicolare, tra cui anche quello della famiglia.
È quanto Pro Vita & Famiglia ha scoperto su segnalazione di un papà che lavora nel settore calcistico giovanile: al momento di compilare il modulo online per il tesseramento di un atleta minorenne in una squadra affiliata alla Lega Nazionale Dilettanti della FIGC, il papà si è trovato di fronte i campi “genitore 1” e “genitore 2” al posto di “padre” e “madre”: un grave cedimento ideologico alla deriva gender, che oltre a eliminare le figure della madre e del padre spinge per aprire le competizioni femminili agli atleti transgender, ai maschi biologici che si “auto-percepiscono” donne e alla carriera alias anche nello sport.

Chiediamo al presidente Figc Gabriele Gravina e al presidente Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete di ripristinare la situazione in vigore fino ad oggi, reintroducendo la dizione di padre e madre e al Ministro dello Sport Andrea Abodi di interessarsi alla vicenda impedendo che il mondo dello sport italiano sia contaminato dall’ideologia gender a danno soprattutto degli atleti più giovani.
Così Jacopo Coghe, portavoce di Pro Vita & Famiglia onlus

















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