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Sarà demolita la ciminiera del gruppo 4 della centrale di Civitavecchia

Sarà demolita la ciminiera del gruppo 4 della centrale di Civitavecchia

Sarà demolita ciminiera del gruppo 4 della Centrale di Torrevaldaliga Sud che verrà demolita nei prossimi 300 giorni. La struttura monocanna cilindrica, alta 120 metri e entrata in funzione nel 1970, rappresenta l’ultimo segmento di un passato produttivo che Tirreno Power ha trasformato radicalmente. L’annuncio è stato fatto durante un incontro che si è svolto

Sarà demolita ciminiera del gruppo 4 della Centrale di Torrevaldaliga Sud che verrà demolita nei prossimi 300 giorni. La struttura monocanna cilindrica, alta 120 metri e entrata in funzione nel 1970, rappresenta l’ultimo segmento di un passato produttivo che Tirreno Power ha trasformato radicalmente.

L’annuncio è stato fatto durante un incontro che si è svolto oggi presso la centrale di Torrevaldaliga Sud, durante il quale sono state presentate le attività di Tirreno Power per l’evoluzione del sito industriale e la transizione energetica, con la partecipazione del sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene.
Il primo intervento sarà fatto sulla ciminiera del gruppo 4. Scompare, così, dall’orizzonte del litorale una parte del “mostro” che ha inquinato per tanti anni l’aria di Civitavecchia e delle città circostanti, Tarquinia compresa.
Le operazioni prevedono l’utilizzo di una piattaforma circolare mobile lungo l’intera altezza della struttura, una gru a torre e un escavatore robotizzato per le operazioni in sommità.

Erulo e Piandibene

La demolizione selettiva potrà consentire il recupero dei materiali: 2.500 tonnellate di calcestruzzo, 140 tonnellate di ferro, 800 tonnellate di materiale refrattario e 170 tonnellate di diatomite.
La riconfigurazione del sito ha già liberato 52.000 metri quadrati di superficie industriale. Le aree dell’ex parco combustibili e degli ex parcheggi ospitano ora due nuovi parchi fotovoltaici: il primo da 1,7 MW con 2.492 moduli, il secondo da 1 MW con 1.456 moduli.
L’impianto fotovoltaico da 1 MW è dedicato alla Cer, comunità energetica rinnovabile che coinvolge imprese locali nella gestione condivisa dell’energia prodotta.

Il modello replica l’esperienza già operativa presso la Centrale di Vado Ligure. La nuova Cer di Civitavecchia offre la massima potenza consentita per questo modello di produzione e consumo ed è dotata di pannelli con inseguitori solari capaci di incrementare significativamente la capacità di produzione dell’impianto allineando il pannello al miglior irraggiamento.
La trasformazione di Torrevaldaliga Sud rappresenta un caso concreto e simbolico di transizione energetica che vede Civitavecchia protagonista.

Imprese locali sono coinvolte nelle diverse fasi operative.
Dice Enrico Erulo direttore corporate affairs di Tirreno Power: “La demolizione della ciminiera segna fisicamente la fine di un’epoca industriale. L’avvio dei parchi fotovoltaici e la creazione di una produzione energetica condivisa con le imprese del territorio definisce un nuovo modello di produzione di energia. Un modello sostenibile, che porta vantaggi al tessuto economico locale, riduce l’impatto ambientale e crea valore economico “.
Dice il sindaco di Civitavecchia Marco Piendibene:” Ho molto apprezzato la creazione della Cer, non era affatto scontato. Tirreno Power ha voluto scegliere un percorso che porta ricadute positive su questo territorio, anche in termini sociali e ambientali oltre ai benefici economici per le imprese che vi partecipano.

L’abbattimento del camino dei vecchi gruppi dismessi è anche questa una buona notizia. Va proprio nella direzione di un cambiamento dello skyline della città che è uno di punti del nostro programma come amministrazione comunale.

UNA STORIA DI TRASFORMAZIONE

Negli ultimi anni i siti produttivi di Tirreno Power hanno vissuta una profonda trasformazione.
Sugli impianti esistenti, la Società ha sviluppato un intenso piano di investimenti con l’obiettivo di migliorare il livello di disponibilità e le performance complessive del parco produttivo, puntando anche a una maggiore flessibilità operativa. Tra gli interventi più significativi rientrano l’aggiornamento dei sistemi di controllo, l’introduzione di diagnostiche avanzate per la manutenzione predittiva e un generale potenziamento delle infrastrutture tecnologiche.
Allo stesso tempo, infrastrutture e impianti non più in uso sono stati smantellati per recuperare aree utili all’avvio di nuovi progetti, in un percorso che unisce efficienza, sicurezza e progressiva apertura verso modelli energetici sempre più sostenibili.

In quest’ottica, sono state liberate vaste superfici interne ai siti pari a oltre 52.000 m2.

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