Si chiama “La scuola è nostra” ed è la campagna informativa lanciata dall’associazione dei giovani studenti di destra, Azione Studentesca. Nel questionario diffuso tra i ragazzi e le ragazze di tutta Italia una domanda in particolare ha fatto sobbalzare dalle sedie gli attivisti di sinistra: “hai assistito a casi di propaganda politica da parte di
Si chiama “La scuola è nostra” ed è la campagna informativa lanciata dall’associazione dei giovani studenti di destra, Azione Studentesca.
Nel questionario diffuso tra i ragazzi e le ragazze di tutta Italia una domanda in particolare ha fatto sobbalzare dalle sedie gli attivisti di sinistra: “hai assistito a casi di propaganda politica da parte di professori di sinistra?”
Una domanda semplice semplice ma che ha creato un terremoto politico e mediatico.

Le prime risposte giunte dalle scuole hanno dell’incredibile.
Gli studenti segnalano (senza fare nomi e cognomi degli insegnanti) episodi veramente poco edificanti: foto di Giorgia Meloni strappate in faccia ai ragazzi di destra; voti insufficienti a temi dove si sostiene che dobbiamo difendere le nostre tradizioni e la nostra cultura da un’immigrazione incontrollata; insegnanti che inneggiano alla morte di Charlie Kirk, l’attivista statunitense ucciso da un estremista della sinistra woke; l’elogio della flottiglia Pro Pal; derisione verso i ragazzi che non partecipano a scioperi e occupazioni.
E l’elenco è destinato ad arricchirsi di ulteriori “perle democratiche”.
La faziosità di certi professori democratici dovrebbe restare fuori dalla classe, ma utilizzano la loro posizione per processare gli studenti non affini ideologicamente.
E a Tarquinia che aria tira? Sarebbe interessante conoscere i racconti dei giovani studenti tarquiniesi…

















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