In comune volano gli stracci. Dopo la defenestrazione dell’assessora Monica Calzolari, giunta inattesa e inaspettata, il partito dell’ormai ex amministratrice comunale passa all’attacco. Infatti, AVS ha messo sotto accusa l’accordo sottoscritto tra l’amministrazione comunale e la società che gestisce l’acqua potabile nella nostra provincia. La questione risale ormai a molti anni addietro. Il Comune di
In comune volano gli stracci. Dopo la defenestrazione dell’assessora Monica Calzolari, giunta inattesa e inaspettata, il partito dell’ormai ex amministratrice comunale passa all’attacco.
Infatti, AVS ha messo sotto accusa l’accordo sottoscritto tra l’amministrazione comunale e la società che gestisce l’acqua potabile nella nostra provincia.
La questione risale ormai a molti anni addietro. Il Comune di Tarquinia vanta da tempo immemore un credito di oltre 2,6 milioni di euro a seguito di un accordo con la Talete al momento del trasferimento del servizio idrico dal Comune alla Ditta. Un trasferimento, è bene sottolinearlo, che accadde in estate, nel mese di luglio, senza attendere la fine dell’anno solare.
Per anni è stato tentato un accordo tra Talete e Comune di Tarquinia, ma nessuna amministrazione precedente ha mai firmato niente. Con l’amministrazione Sposetti si è giunti all’accordo messo sotto accusa da AVS.

Secondo il partito di sinistra la Talete avrebbe riconosciuto il debito ma per una cifra inferiore di oltre 335mila euro. Inoltre, la Giunta Sposetti avrebbe rateizzato i pagamenti a partire dal 2026 e fino al 2041, senza applicazione di interessi moratori, salvo compensazioni con i pagamenti dell’acqua pubblica, fornita al Comune, che verrà ovviamente addebitata applicando la tariffa vigente nell’anno di riferimento.
Per AVS c’è anche una mancanza di trasparenza amministrativa. “A pesare come un macigno è anche la mancata trasparenza – dichiara AVS – lo schema dell’atto di transazione, dichiarato parte integrante e sostanziale della delibera, non è mai stato pubblicato. La motivazione ufficiale data dal segretario comunale nella seduta consiliare del 30 settembre, è stata che nella transazione una delle condizioni è che non fosse divulgato, mentre nel consiglio del 12 novembre gli amministratori comunali hanno parlato di un obbligo di riservatezza. Entrambe le risposte appaiono come un insulto al principio di trasparenza amministrativa. Quando si parla di denaro pubblico – conclude AVS – la riservatezza suona come una bestemmia: non è una virtù, è un alibi.”

Il 10 novembre scorso AVS ha presentato una richiesta di accesso agli atti per andare a vedere le carte e spara a zero sulla giunta Sposetti.
“Chi governa Tarquinia ha accettato condizioni penalizzanti – conclude la bordata di AVS – hanno rinunciato a centinaia di migliaia di euro e persino agli interessi maturati e maturandi. Una scelta che, se non fosse accompagnata da spiegazioni puntuali e documenti pubblici, rischia di apparire come un grave atto di irresponsabilità amministrativa. Fino ad oggi, le risposte non sono arrivate.”

















Lascia un commento
L'email non sarà resa pubblica. I campi * sono obbligatori