Bagarre dopo l’ultimo consiglio comunale durante il quale la maggioranza ha presentato la mozione contro il disegno di legge “Modifica dell’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso” e sugli aiuti umanitari a Cuba. L’opposizione di centro destra ha abbandonano l’aula consiliare per protesta. Per prime sono
Bagarre dopo l’ultimo consiglio comunale durante il quale la maggioranza ha presentato la mozione contro il disegno di legge “Modifica dell’articolo 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale e di libera manifestazione del consenso” e sugli aiuti umanitari a Cuba. L’opposizione di centro destra ha abbandonano l’aula consiliare per protesta.
Per prime sono scese in campo le Segreterie del Movimento 5 Stelle, Lista Civitas e Circolo Partito Democratico “D. Emanuelli”, in difesa del Sindaco Sposetti e della sua maggioranza.
“Sembrava di assistere a uno di quei film adolescenziali dove il protagonista, pur di non affrontare un esame, si inventa che il cane gli ha mangiato i compiti – hanno detto i partiti di centrosinistra – il motivo del contendere? Temi di una certa rilevanza: la violenza sessuale e il consenso della donna, e l’emergenza umanitaria a Cuba.
Argomenti che meriterebbero serietà, confronto e, magari, una posizione netta, che chi è sottomesso a logiche e dictact di partito, non “può” avere. La mozione in questione era stata presentata dal consigliere di opposizione Piero Rosati. L’abbandono dell’aula dei consiglieri Zacchei, Guiducci, Serafini, Alberto Tosoni e Bacciardi, il loro non assumersi quindi la responsabilità di votare è vergognoso. Non è una scelta tecnica ma politica ed è una scelta grave parliamo di un provvedimento che rafforza un principio elementare e non negoziabile: senza un consenso libero, esplicito e inequivocabile, è violenza! Punto!. E non si può andare via chiudendo la porta al dibattito democratico.
Ci si sarebbe aspettato, soprattutto da parte delle donne, almeno la partecipazione al dibattito sul merito della legge in discussione in Parlamento, come del resto ha fatto Martina Tosoni (sempre dall’opposizione), ma le aspettative sono rimaste tali.
Per quanto riguarda la questione aiuti umanitari a Cuba, vista la velocità con la quale i loro rappresentanti in Parlamento si sono affrettati a togliere il “reddito di cittadinanza” agli Italiani bisognosi non ci si aspettava sicuramente che volessero aiutare i Cubani, ma magari affrontare la tematica sembrava il minimo sindacale, tra l’altro Tarquinia è gemellata con Cuba e Semi di Pace sta raccogliendo aiuti per
questa popolazione che ha bisogno di tutto.
Allora ecco il colpo di genio: invece di discutere di diritti e umanità, i nostri eroi dell’opposizione se ne vanno.
Improvvisamente, il focus della serata è diventato qualunque altra cosa riguardante Tarquinia, buche, lavori in corso, tutti quei discorsi tipici dei social. Intendiamoci: i problemi della nostra città sono sacrosanti, ma si discutono nell’ambito delle Commissioni. Quelle sedi dove bisognerebbe lavorare ai progetti e sollevare critiche costruttive, ma dove, per chissà quale strano caso, i nostri protagonisti brillano spesso solo per la loro assenza.
Il copione è vecchio e consolidato, sempre lo stesso da tempo: Si crea un dramma dal nulla. Si cerca di parlare di altro rispetto all’ordine del giorno. Si esce dall’aula sdegnati, convinti di aver fatto una figura eroica, ma la realtà è purtroppo un’altra.
Se qualcuno cercava coerenza e senso istituzionale tra i banchi dell’opposizione si è ritrovato a cercare nel posto sbagliato. Se invece si era in cerca di uno psicodramma degno di una soap opera sudamericana, i banchi dell’opposizione (quelli vuoti) si sono dimostrati il set ideale.
Rispondono a stretto giro di posta i consiglieri di minoranza.
“Ci saremmo aspettati che il Consiglio Comunale di ieri affrontasse le urgenze di Tarquinia: fondi PNRR in scadenza e ancora fermi, il futuro dello stabilimento comunale e le tante questioni aperte della città.
Invece, spazio a ratifiche di bilancio, al sostegno alla popolazione cubana e a una richiesta al Senato della Repubblica sul disegno di legge contro la violenza sulle donne.
E Tarquinia ? – domandano Federica Guiducci, Luigi Serafini, Renato Bacciardi, Alberto Tosoni e Betsi Zacchei – ancora una volta, fuori dall’agenda.
Non possiamo più limitarci a una semplice osservazione di fronte a una deriva che, seduta dopo seduta, appare ormai evidente nei lavori di questo Consiglio comunale.
Giá dalle prime sedute del consiglio comunale dell’amministrazione Sposetti, stiamo assistendo a una progressiva e impropria trasformazione dell’aula consiliare in una tribuna per dibattiti su questioni internazionali che, pur nella loro complessità e rilevanza sul piano globale, non rientrano nelle competenze né nelle responsabilità di un Consiglio comunale. Sempre più spesso, infatti, l’attenzione viene spostata su temi che esulano completamente dal mandato amministrativo locale, spostando il ruolo dell’istituzione locale che poco si occupa dei molteplici problemi della Città.
Sembra quasi che qualcuno abbia smarrito il senso delle proprie funzioni, confondendo l’aula consiliare con un’arena diplomatica o un contesto internazionale, quando invece questo dovrebbe essere il luogo in cui si affrontano e si risolvono i problemi concreti dei cittadini. Un luogo di ascolto, di proposta e di azione su ciò che incide direttamente sulla qualità della vita della nostra comunità.
Questo modo di procedere sottrae tempo prezioso alle vere priorità del territorio e rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini che ci hanno eletto per occuparci dei loro bisogni quotidiani. Mentre si discutono mozioni dal valore esclusivamente simbolico e prive di effetti concreti sul nostro territorio, restano in secondo piano questioni urgenti e non più rinviabili: il miglioramento dei servizi, la cura e il decoro urbano, la sicurezza, il sostegno alle famiglie e alle attività locali.
È ormai evidente che questa amministrazione abbia progressivamente perso il contatto con la realtà. Fuori da quest’aula ci sono strade che necessitano interventi, servizi che devono essere garantiti con efficienza, cittadini che chiedono risposte puntuali e concrete. A queste istanze dobbiamo dare priorità, evitando di disperdere energie in prese di posizione su scenari geopolitici sui quali, di fatto, non abbiamo alcuna possibilità di incidere.
Le istituzioni locali devono mantenere serietà, credibilità e coerenza con il proprio ruolo. Continuare su questa strada significa allontanare il Consiglio comunale dalla sua funzione originaria.
Per queste ragioni, e per marcare in modo chiaro e inequivocabile il nostro dissenso rispetto a un utilizzo distorto dell’aula consiliare, abbiamo deciso di abbandonare la seduta nel momento in cui sono stati introdotti argomenti privi di attinenza con la nostra comunità e con il mandato amministrativo che ci è stato affidato.
Si tratta di una scelta consapevole, che non vuole essere una sottrazione al confronto, ma al contrario un richiamo forte al rispetto delle priorità dei cittadini.
Non intendiamo essere complici di una deriva populista e prettamente pretestuosa e parziale.
Torneremo a partecipare pienamente e con spirito costruttivo ai lavori dell’aula quando al centro del dibattito torneranno, finalmente, gli interessi reali della nostra città e le esigenze concrete della nostra comunità.”

















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