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Olmi protagonista alla seconda conferenza nazionale sulle “marocchinate” che si è svolta a Viterbo

Olmi protagonista alla seconda conferenza nazionale sulle “marocchinate” che si è svolta a Viterbo

Successo per la conferenza sulle marocchinate che si è svolta sabato scorso nella sala delle colonne del Palazzo Comunale di Viterbo. Organizzata dall’Associazione Nazionale Vittime delle marocchinate e delle Truppe Alleate, sodalizio presieduto dal giornalista e ricercatore storico Emiliano Ciotti, la conferenza si è svolta con il patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo.

Successo per la conferenza sulle marocchinate che si è svolta sabato scorso nella sala delle colonne del Palazzo Comunale di Viterbo.

Organizzata dall’Associazione Nazionale Vittime delle marocchinate e delle Truppe Alleate, sodalizio presieduto dal giornalista e ricercatore storico Emiliano Ciotti, la conferenza si è svolta con il patrocinio della Provincia e del Comune di Viterbo.

Durante l’incontro a carattere storico, ha riscosso unanime apprezzamento il giornalista tarquiniese Silvano Olmi, il quale ha denunciato che i fascicoli aperti dalla magistratura viterbese furono archiviati e nessun militare francese pagò per gli stupri e gli omicidi perpetrati nella Tuscia.

L’intervento di Anna Mula

Inoltre, Olmi che è Vice Presidente Nazionale dell’ANVM, ha individuato due ulteriori vittime degli Alleati nel viterbese: Serafino Catteruccia di Bagnoregio, ucciso a colpi di fucile e Rosina una donna di Onano che morì dopo quattro mesi dalla violenza carnale subita.

Infine, ha pubblicato documenti inediti sulle condizioni in cui venne ritrovato il cadavere di Ada Andreini, una mamma di Montefiascone che fu uccisa dai coloniali francesi nel giugno 1944 assieme al figlio Ivano di appena 5 anni.

Il cadavere di mia figlia fu rinvenuto in un canneto – riferì all’epoca il padre di Ada ai Carabinieri – presentava traccia di ferite alla nuca e lesioni al braccio prodotti da morsi. Il figlioletto Ivano fu trovato in un fosso e anche lui aveva traccia di un colpo d’arma da fuoco pure alla nuca…vicino al cadavere c’era un palo di legno, che forse mia figlia avrà avuto in mano per difendersi, il quale si trovò bucato da tre pallottole.”

Ancora più cruda la dichiarazione del marito della povera Ada. “Trovai il cadavere di mia moglie che era stato trascinato in un canneto con un fascio d’erba sul viso e in un fosso poco distante il cadaverino di mio figlio – disse ai Carabinieri – la prima aveva colpi d’arma che non ho potuto giudicare se da fuoco o da taglio alla mano ed il secondo un colpo alla fronte che pure non potei giudicare di che natura fosse. Aveva pure mia moglie un morso al braccio destro che aveva asportato la carne fino all’osso.

Gli stupri compiuti dai militari alleati nel periodo 1943-1945, ai danni della popolazione civile italiana, sono passati alla storia con il termine “marocchinate”. Le violenze iniziarono con lo sbarco in Sicilia, proseguirono in Campania, Lazio e Toscana.

Sulla parola “marocchinate” si è molto discusso, ma è in uso dal 1946, sia sulla stampa che tra la popolazione che ha subito nel 1943-1944 le violenze dei soldati Alleati.

Tornando alla Conferenza – che ha avuto un grande successo con la sala stracolma di persone – dopo i saluti della Sindaca di Viterbo, Chiara Frontini; del Presidente della Provincia, Alessandro Romoli; del consigliere regionale Daniele Sabatini; e del presidente dell’associazione nazionale vittime civili di guerra Sandro Pacella, i lavori della conferenza sono stati introdotti dal giornalista Emanuele Mastrangelo che ha sottolineato l’importanza di organizzare conferenze e dibattiti sulle violenze patite dalla popolazione italiana e sui crimini commessi dai soldati Alleati.

Il Presidente Nazionale dell’ANVM, Emiliano Ciotti, ha ripercorso l’attività dell’associazione, le difficoltà incontrate, anche le minacce subite nel corso degli anni da parte di chi non vuole che certe storie vengano alla luce e siano conosciute dall’opinione pubblica.

La relazione storica di Emiliano Ciotti

La Segretaria Generale dell’ANVM, Anna Mula, ha illustrato le conseguenze delle violenze carnali sulla salute delle donne. Quelle che sopravvissero agli stupri e alle percosse, soffrirono per molti anni di malattie veneree e nervose.

La conferenza non si è limitata a ricordare le violenze avvenute nel Lazio, ma i relatori hanno spaziato anche sulle altre regioni d’Italia. Delle violenze compiute dai coloniali francesi sull’isola d’Elba ha parlato Mario Ferrari, autore assieme a Ruggero Elia Felli del libro “Lo sbarco della vergogna”, che ha proiettato un breve filmato, estratto da un’opera più ampia, che raccoglie le testimonianze di tanti anziani che videro con i loro occhi quello che accadde sull’isola toscana. Il libro di Ferrari e Felli è avvalorato anche da numerosi documenti, tra cui quelli che attestano il progetto dei francesi di annettere l’Isola d’Elba e un’inchiesta giudiziaria che nel 1947 venne frettolosamente archiviata.

Il Presidente della Lega Nazionale di Gorizia, Luca Urizio, ha descritto l’occupazione slavo comunista della città e ha sottolineato come la quasi totalità delle donne sequestrate dai partigiani furono stuprate prima di essere gettate nelle foibe.

L’intervento da remoto del Senatore De Priamo

In video collegamento il Senatore Andrea De Priamo ha illustrato la sua proposta di legge per istituire la Giornata nazionale in memoria delle Vittime delle marocchinate, necessità ribadita in un video dal Senatore Maurizio Gasparri anche lui autore di un’analoga proposta. Il consigliere regionale Angelo Tripodi ha fatto pervenire un messaggio augurale all’assemblea.

Le associazioni combattentistiche e d’arma erano rappresentate da Giovanni Scopelliti di Assoarma e Antonio Micera dell’Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia

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