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Successo per “Tutto l’amore che resta”, convincono Raoul Bova e la tarquiniese Chiara Bordi

Successo per “Tutto l’amore che resta”, convincono Raoul Bova e la tarquiniese Chiara Bordi

Conquista il pubblico televisivo la prima puntata della serie Tutto l’amore che resta andata in onda ieri sera su Rai 1 e il mondo dei social si schiera a favore e contro. I primi due episodi della nuova serie con Raoul Bova nei panni del preside e fondatore del Liceo Helen Keller, istituto che accoglie

Conquista il pubblico televisivo la prima puntata della serie Tutto l’amore che resta andata in onda ieri sera su Rai 1 e il mondo dei social si schiera a favore e contro.

I primi due episodi della nuova serie con Raoul Bova nei panni del preside e fondatore del Liceo Helen Keller, istituto che accoglie studenti con disabilità e non è un inno all’inclusione.

Come dicevano sul web si registrano posizioni a favore e contro, in egual misura.

Comunque l’esordio è stato più che positivo: un Raoul Bova in splendida forma che sta vivendo un momento magico come attore e anche nella vita privata con la giovane compagna; al suo fianco un cast di ragazzi nel quale spicca la tarquiniese Claudia Bordi, bellissima e convincente nel suo ruolo.

Certamente il tema dell’inclusione è particolare, ma affrontarlo vuol dire parlare delle difficoltà quotidiane dei ragazzi disabili, delle loro paure, dei pregiudizi e della solitudine.

Al centro di tutta la storia la figura del Preside Stefano Fogli, interpretato da un convincente Raoul Bova. Certo, ci sono delle “forzature”, delle situazioni che nella realtà scolastica, molto complessa. sembrano essere troppo facili da gestire.

Ma la storia regge, è convincente, e il pubblico apprezza.

Nel gruppo dei ragazzi, spicca la bellissima Claudia Bordi, che interpreta Barbara, insegnante di educazione fisica e atleta disabile.

La tarquiniese sui social ha pubblicato tante fotografie e ha invitato amici e fans a vedere la prossima puntata, in prima serata, tutti i martedì su Rai1.

Sperando che il programma che precede il film non “sfori” l’orario come (purtroppo) avviene spesso nella battaglia in corso tra Rai e Mediaset per quella fascia di ascolto.

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